Sarde a beccafico

Sarde a beccafico

La ricetta delle sarde a beccafico, incantevole gustoso miscuglio di sapori e di profumi, è un piatto di terra, realizzato tuttavia con i prodotti del mar Mediterraneo, quel mare infinito, che bagna la Sicilia e che custodisce, da millenni, l’intera storia di tutte quelle popolazioni, che lo hanno attraversato, affidando ai posteri il segno indelebile del loro passaggio: greci, romani, arabi, solo per citare i più antichi, sono infatti tra coloro, che hanno lasciato traccia del loro passaggio, persino negli ingredienti di una cucina, che profuma di mare, di sole e di vento e che, ancora oggi, sprigiona aromi e sapori, che, proprio nella storia, trovano le proprie radici e si tramandano.

sarde a beccafico

sarde a beccafico

La ricetta delle sarde a beccafico ha, infatti, origini molto antiche e appartiene alla cucina siciliana povera, realizzata dai pescatori con le sarde al posto dei “beccafichi” piccoli e deliziosi uccelletti, simili alle capinere, dalle piume color argento e ingordi di fichi, che venivano cucinati dai cuochi nelle residenze dei nobili, farciti con le interiora e le viscere di quei piccoli uccelli e serviti a tavola con il codino rivolto verso l’alto, perchè si potessero mangiare con le mani.

Questa delle sarde a beccafico è, insomma, una ricetta rivisitata e adattata alle esigenze del popolo più povero, che, lavorando di fantasia, riusciva, a riproporre piatti saporiti e gustosi, prendendo spunto dalle tavole aristocratiche: le sarde usate per questo piatto erano, infatti, quelle “fituse” acquistate a poco prezzo, farcite con mollica di pane, fette di arancia e di limone, così da nascondere il pessimo odore del pesce non proprio fresco, con una manciata di pinoli, ritenuti in grado, di contrastare le intossicazioni alimentari e decorate con foglie di alloro, utili a richiamare l’idea degli originari “beccafichi”.

Una ricetta tipicamente mediterranea che, ancora oggi, viene riproposta in tantissime varianti, tutte ottime, per esaltare il sapore delle sarde, il pesce azzurro, poco costoso e ricco di omega 3, ossia di acidi grassi polinsaturi, che apportano notevoli benefici alle arterie, purificandole dai grassi e proteggendo dal colesterolo l’intero apparato cardiocircolatorio, che fa benissimo alla nostra salute, ma che, come ribadisce Carmen Gómez Candela, non viene ancora utilizzato abbastanza regolarmente sulle nostre tavole, così da godere dei suoi enormi benefici.

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