La zuppa di cozze del giovedì santo

La zuppa di cozze del giovedì santo

La zuppa di cozze del giovedì santo, ancora oggi, continua, ad essere intrisa del sapore dell’acqua di mare, che anticamente serviva, per ammorbidire le freselle, prima che venissero ricoperte di cozze, maruzzelle (lumache di mare o di terra), tentacoli di polpo verace e olio piccante, nel tentativo di rimediare ad una forzata astinenza, imposta dalla necessità, di tener fede al digiuno cristiano, imposto dalla Chiesa e all’ osservanza dei precetti religiosi, legati al triduo pasquale.

La zuppa di cozze, insomma, rappresentava e, anche oggi, rappresenta un piatto della tradizione napoletana, preparato praticamente, per saziare lo stomaco, senza venir meno alla necessità, di rispettare i precetti di una Quaresima, ormai agli sgoccioli e senza privarsi del gustoso sapore, offerto da una zuppa, solo apparentemente leggera, a base di frutti di mare e di freselle.

zuppa di cozze - giovedi santo

zuppa di cozze - giovedi santo

zuppa di cozze

Il primo, a sperimentare il gusto della zuppa di cozze, pare, infatti, esser stato Ferdinando I di Borbone, che, pur di non rinunciare alla prelibatezza dei mitili, di cui era ghiotto, senza contravvenire all ’ammonimento del padre domenicano Gregorio Maria Rocco, dette ordine ai propri cuochi, di cucinare, con le cozze, una semplice zuppa, condita con pomodoro e salsa forte di peperoni.

Un piatto, che è espressione della tradizionale cucina napoletana e che io ho preparato, sostituendo agli ingredienti originari, un misto di frutti di mare e conservando, tuttavia, nella sua preparazione l’uso dell’acqua di mare Steralmar dosata, secondo le indicazioni, opportunamente fornite, dallo chef Giovanni Lorusso, che, frequentemente, fa uso del prodotto nella sua cucina.

Una zuppa del giovedì santo, che ho realizzato con le freselle e i frutti di mare misti, per celebrare la tradizione religiosa e quella profana, senza rinunciare al gusto, ma anzi esaltando il sapore di un piatto condito con vongole, noci di mare e telline, tenute a spurgare nell’acqua di mare e poi usate, per condire le classiche freselle di grano duro, dosando con il soffritto a base di aglio, olio e peperoncino, la giusta quantità di acqua di mare, necessaria, a dare alla mia zuppa un sapore totalmente diverso.

E voi avete mai provato l’acqua di mare Steralmar ?

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