Avvento: tempo di attesa e di speranza

Avvento: tempo di attesa e di speranza

L’Avvento quest’anno per via delle restrizioni imposte dal Covid 19 sarà certamente diverso.

Ci mancheranno i baci e gli abbracci, ma quasi ogni giorno la vera sorpresa del Calendario dell’Avvento 2020 sarà un nuovo articolo da leggere su curiosità, decorazioni, ricette e storie dedicate al Natale, che vi accompagnerà come per magia lungo l’intero cammino di questo tempo sospeso.

Che ne dite allora di partire proprio con il significato e le origini dell’Avvento ?

L’Avvento segna l’inizio del nuovo anno liturgico e per i cristiani è il tempo che precede e prepara il Natale.

Nel suo significato letterale dal latino adventus, indica il momento della venuta di Cristo nel mondo, la discesa della divinità nel tempio per incontrare i propri fedeli e la sua manifestazione nella vita degli uomini.

Nella tradizione del rito romano della Chiesa cattolica l’Avvento dura quattro domeniche ed è diviso in due periodi: il primo come tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio tra gli uomini “adventus secundum carnem” e il secondo come tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito dei fedeli viene guidato all’attesa della seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi, quando verrà nella sua maestà.

Per questo motivo il significato dell’Avvento, il tempo liturgico che manca al Natale, da un lato celebra la venuta di Gesù sulla terra e la sua incarnazione avvenuta di duemila anni fa, dall’altro simboleggia l’attesa del suo ritorno glorioso alla fine dei tempi.

Nel Rito Romano dura quattro settimane, ha inizio la prima domenica più vicina a Sant’Andrea e si articola in due parti:

  • fino al 16 dicembre la liturgia si focalizza sull’attesa dell’ultima venuta di Cristo;
  • a partire dal 17 dicembre, con l’inizio della seconda parte, i brani evangelici si concentrano sull’attesa e sulla nascita di Gesù.

Nel rito ambrosiano l’Avvento comprende sei domeniche, ha inizio con la domenica più vicina a San Martino, ma nasce e si sviluppa sul modello della Quaresima: il periodo di preparazione alla Pasqua di Risurrezione, tanto che, intorno al VI secolo, il Natale era considerato per analogia un periodo di penitenza e di privazioni.

Nella tradizione cattolica, tuttavia, l’Avvento, prima del Concilio Vaticano II, non era molto sentito dai credenti, infatti solo dopo la Riforma liturgica la corona dell’Avvento con le quattro candele, da accendere ogni domenica, ha trovato pieno riconoscimento nelle chiese e nelle case.

Da allora, durante le domeniche d’Avvento, è nata l’usanza di decorare una corona con dei rami di sempreverdi, ponendovi al centro le candele, che vengono accese, una per ogni settimana, a celebrare la vittoria della luce sull’oscurità e la speranza legata alla venuta del Messia.

L’Avvento, che contraddistingue la vita di veglia, serve a predisporci all’arrivo del Natale e delle Notti Sante e, pertanto, fino alla vigilia di Natale, ogni sera prima del tramonto bisogna accendere le candele simbolo dell’Avvento e spegnerle prima di andare a dormire, spuntando simbolicamente sul calendario dell’Avvento i giorni che mancano al Natale.

La corona e il calendario dell’Avvento, infatti, sono stati inventati verso la metà del diciannovesimo secolo dal teologo protestante Johann Heinrich Wichern, fondatore di un centro educativo ad Amburgo, per avvicinare i bambini alla fede evangelica e rendere più sentita l’attesa del Natale.

Se siete curiosi di scoprire la prossima sorpresa, vi aspetto domani.

Simonetta Savino – La Cuoca Galante – Food blogger

Photo credits: Unsplash

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