Zuppa di fagioli spollichini

Zuppa di fagioli spollichini

Zuppa di fagioli spollichini chiamarla così è davvero riduttivo per chi, come me, è napoletano.

I protagonisti di questa zuppa, gli spollichini, leggeri e freschi si sposano, meravigliosamente, con i gambi di sedano, qualche pomodorino e un abbondante giro di olio di oliva extra vergine aggiunto a crudo e rappresentano un modo antico di cucinare, un atto d’amore, che  inizia spullechiando (dal verbo napoletano spullechiare o spullecà), cioè sgranando insieme fagioli freschi e ricordi.

Questa zuppa di fagioli spollichini per chi è di Napoli, è una caratteristica della staggione estiva ed un piatto, che si prepara con gli spollichini, una varietà di fagioli freschi, tipicamente campana, solitamente cotti in una cucina, dove il fuoco sembra sospirare lentamente e dove la zuppa di spollichini continua, a trasudare in un pentolone di coccio, fatto di fumo, ma, soprattutto, di ricordi: quelli dei tavoli, apparecchiati con le tovaglie bianche e profumate di bucato, dove poter ritrovare il gusto di una cucina napoletana, che sembra quasi non esserci più.

Una zuppa di fagioli spollichini che richiama, ancora oggi, il ricordo di una nonna con i suoi capelli raccolti, con il “mantesino” ossia il grembiule, ancora fresco di sapone e che, con le sue mani stanche e spesso accaldate, iniziava, a sgranare i fagioli freschi, prima, di metterli, a cuocere, borbottanti, aggiungendo magari anche la pasta mischiata e accompagnando la cottura dal giro esperto di una vecchia cucchiarella di legno.

fagioli spollichini

fagioli spollichini

I fagioli spollichini ancora oggi simbolo dell’estate e delle case prese in affitto ad Ischia, quando la stagione durava almeno tre mesi e che si chiamano così, perché vengono acquistati ancora con il baccello e puliti appena poco prima di essere cotti.

Questa, perciò, è una zuppa, preparata, per ricordare i tempi dell’Italia in vacanza e che , da sola, rappresenta il meglio di un’estate, passata sui tavoli, bevendo del vino bianco al bicchiere, sorseggiato beatamente e pronunciando, tutti insieme, tante parole in allegria, affondando i cucchiai in un piatto, diventato simbolo della cucina napoletana.


RICETTA

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