Lattuga: il cibo degli intellettuali.

Lattuga: il cibo degli intellettuali.

La lattuga e in genere le insalate erano preziose già sulle tavole dei Greci e dei Romani, infatti secondo Ippocrate e Galeno si dovevano mangiare,  perché servivano a migliorare la digestione, soprattutto se servite preferibilmente all’inizio dei pasti.

Altri, al contrario, sostenevano, che l’insalata dovesse essere servita a cena come l’ultimo piatto, da consumarsi prima di andare a dormire, grazie alle sue proprietà rilassanti, mentre altre fonti ancora ritenevano, che la lattuga selvatica (Lactuga virosa) possedesse, persino, sostanze sedative, tanto da essere utilizzata, nel medioevo, per contrastare l’insonnia.

Storicamente, per questo, la lattuga ha avuto a lungo la reputazione di cibo poco afrodisiaco e, come tale, da inserire di frequente nelle diete collegate alle tradizioni di ritiro nei monasteri e agli stili di vita rigorosi degli eremiti, dediti ad un certo distacco dalle passioni terrene.

Contraddizioni e incertezze hanno, insomma, caratterizzato le alterne fortune della lattuga e dell’insalata, che per questo vennero, addirittura, bandite dalle tavole aristocratiche del Medioevo e del Rinascimento e che, solo durante l’Illuminismo, tornarono, ad avere il riconoscimento di ruolo essenziale e di cibo prezioso per una sana alimentazione.

Nel suo “Brieve racconto di tutte le radici, di tutte l’erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano” infatti Giacomo Castelvetro, nel 1614, riferendosi appunto alla lattuga, aveva scritto, che “ a farla buone conviene, postovi l’olio, rivolgerla, e poi porvi l’aceto, e da capo rivolgerla tutta …”  mentre, a Venezia, precisamente nel 1627, Salvatore Massonio, medico e letterato, mettendo insieme le proprie conoscenze mediche con lo studio delle fonti classiche, aveva pubblicato “Archidipno, o vero dell’insalata e dell’uso di essa” un trattato, nel quale elencava i molteplici tipi di insalata e i diversi condimenti, per ottenere insalate gustose e persino curiose.

lattuga

Il Corrado, infine, nel suo volume “Del cibo pitagorico” del 1781, sposando la tesi filosofica,  che considerava la carne dannosa per le attività speculative, aveva, persino, suggerito l’adozione di una dieta esclusivamente vegetariana a base di lattuga, insalata, verdure e prodotti dell’orto.

Lattuga, insomma, davvero illuminata e protagonista nei piatti e nei dipinti, come nell’opera di Pietro Longhi, che, “Negli orti dell’estuario”,  ha, persino, dipinto una zuppiera di ortaggi di provenienza lagunare,  per ribadire così la caratteristica principale dell’insalata, quale cibo “intellettuale”, che ancora oggi è considerata sana, rinfrescante e ideale per contrastare la calura estiva.

E allora cosa aspettate, a preparare il vostro piatto di insalata ?? 

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2 Responses to Lattuga: il cibo degli intellettuali.

  1. uno spicchio di melone 1 giugno 2016 at 13:57 #

    Ciao carissima! Grazie per questo bellissimo e curioso post! Imparare è sempre bello ed importante! Che forza i nostri avi…capivano tutto anche senza passare attraverso studi scientifici! 🙂
    Amo l’insalata!
    Un caro abbraccio
    unospicchiodimelone!

    • La cuoca galante 9 giugno 2016 at 19:52 #

      Ciao che bello, tornare, leggere il tuo commento e scoprire che anche tu ami l’insalata !!!
      Corro subito a leggere il tuo blog, ma prima ricambio il tuo abbraccio.

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