Frutta martorana

Frutta martorana

Aggiornato il 31 ottobre 2020

In ogni casa siciliana nella notte tra il primo e il 2 novembre arriva la frutta martorana … “proprio là dove c’era un picciliddro e ogni casa si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto … Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini, che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio”.

Così Andrea Camilleri racconta tutta l’antica emozione nell’attesa del 2 novembre, la giornata dedicata ai defunti e caratterizzata, un po’ ovunque e, in particolare, in Sicilia, da riti e da credenze, fondate sulla convinzione che, nella notte tra il primo e il due novembre, i morti abbandonassero la propria dimora, per tornare dai vivi, portando loro doni e dolci, con i quali ricambiare la devozione delle loro preghiere.

E se l’origine del nome della frutta martorana è legata all’omonimo convento di Palermo, attiguo alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, fondato nel 1194 dalla nobile Aloisa Martorana,  l’autentica ricetta di questi prelibati dolcetti preparati con farina di mandorle e zucchero è nata invece dall’ingegno delle monache benedettine.

Si narra, infatti, che mentre erano in attesa dell’arrivo di papa Clemente V  in visita allo straordinario giardino annesso alla chiesa, pensarono di decorare gli alberi del giardino, ormai spogli dopo la raccolta estiva con frutti realizzati con pasta di mandorle, ma talmente belli da sembrare veri.

Quando nel 1866, dopo la soppressione delle corporazioni religiose, le attività e la produzione dei dolci cessarono quasi del tutto le specialità delle monache di Santa Maria dell’Ammiraglio finirono per diventare patrimonio dei tanti pasticceri della città.

La frutta martorana detta anche pasta reale, perché data in dono anche a Ferdinando, Re delle Due Sicilie e ai dei nobili e delle corti, ha finito poi col tempo adessere legata alla commemorazione dei defunti.

frutta martorana

E allora che ne dite, di preparare in casa questi deliziosi dolci a base di mandorle con la mia ricetta ?

NOTA: Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2020 della rivista enogastronomica Qbquantobasta.

La Cuoca Galante – Food blogger  Napoli

Bibliografia:

Racconti quotidiani – Andrea Camilleri

Storie sensuose dei dolci siciliani – Loredana Elmo

Credits foto: Web

 

 

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