Farro buono e saporito !!

Farro buono e saporito !!

Il farro è buono e fa bene !!!

Buono da mangiare, poco calorico e molto digeribile il farro è l’ingrediente PERFETTO per tantissime ricette.

Con i chicchi di farro, cereale povero di grassi, ricco di fibre, di proteine e di vitamine si possono preparare ottime zuppe, squisite minestre e deliziose insalate.

Ma tra i condimenti la salsa di pomodoro è quella, che ne esalta maggiormente il sapore.

E, per le sue proprietà nutrizionali, è un ingrediente, che non deve mancare sulla tavola, di chi vuole mangiare bene.

Allora che ne dite, di scoprire qualche curiosità su questo antichissimo cereale ??

1) Con lo stesso nome si indicano ben 3 specie diverse del Triticum e cioè :

– il farro monococco (Triticum monococcum),

– il farro dicocco (Triticum dicoccum) e

– il farro spelta (Triticum spelta)

che si differenziano tra loro solo per la grandezza dei chicchi.

2) Le varietà più comuni che si trovano in commercio sono due:

– quello grezzo o decorticato ricchissimo di fibre, che conserva intatta tutta la parte esterna del chicco (glumetta) prima della cottura

– quello semi perlato o perlato, che cuoce in tempi più brevi e che non necessita di essere posto in ammollo per circa (10 -12 ore);

3) Il farro viene prodotto principalmente nelle regioni dell’ Italia centrale, in particolare in Toscana, Umbria e Marche, ma soltanto 2 sono i prodotti tipici certificati:

– il Farro della Garfagnana che ha ottenuto il riconoscimento Igp nel 1996 e

– il Farro Monteleone di Spoleto Dop dalle spighe corte, piatte e affusolate.

E ora, vediamo come si cucina, senza commettere errori.

– Prima di tutto, per eliminare ogni sorta di impurità, sciacquatelo a lungo sotto l’acqua corrente, per eliminare ogni sorta di impurità.

– Poi, nel caso abbiate scelto, il tipo grezzo o decorticato, che conserva intatta anche la parte esterna del chicco (glumetta) ponetelo in ammollo in acqua per circa 8 – 12 ore. (passaggio che non è necessario per il quello perlato) ;

– A questo punto versate il farro in una pentola, coprite con abbondante acqua fredda e calcolate circa 60 minuti di cottura per il decorticato e circa 30 minuti per il perlato.

In entrambi i casi, i tempi di cottura, a fuoco lento e a pentola coperta, vanno calcolati dal momento dell’ebollizione dell’acqua.

Tuttavia in base alla consistenza desiderata potete cucinarlo anche a vapore, nella pentola a pressione o tostato in padella, per preparare gustosi risotti.

Insomma, anche se sembra difficile da immaginare, il farro è davvero un cereale molto antico, che custodisce in ogni chicco secoli di storia.

Una storia affascinante che ha portato alla nascita delle civiltà stanziali e che ha determinato un cambiamento radicale nel modo di alimentarsi delle popolazioni.

Sembra, infatti, che venisse coltivato in Medioriente già 11.000 anni avanti Cristo.

Prima dagli egiziani, che, a causa delle frequenti inondazioni del Nilo, fecero dell’agricoltura la loro attività principale e poi dai Greci e dai Romani.

Farro, orzo e frumento, usati crudi o macinati,  per ricavarne farine e pane e poi cucinati, mediante tostatura sul fuoco, erano infatti alla base dell’alimentazione e venivano usati anche come moneta di scambio e di sussistenza.

Tanto che già Plinio in Vecchio, nella sua Naturalis Historia, citava il farro, conosciuto dai Greci con il nome di “olyria” o “chondros” per via della sua farina bianchissima, come uno degli ingredienti più adoperati sulle tavole dei romani e per il sostentamento degli eserciti.

Tra le pietanze più conosciute dell’impero Romano, vengono annoverate, ancora oggi, la farinata (lat. puls o farratum), una sorta di polenta fatta con farro macinato, mescolato insieme ad altri legumi e il pane al farro (panis farreus), che veniva dato, da mangiare agli sposi durante le antiche cerimonie nunziali (conferratio), per augurare loro fertilità e prosperità.

Il ruolo dei cereali, insomma, era talmente importante, che, anche in ambito religioso, acquistarono grande rilievo le feste pagane in onore delle divinità legate alle messi e all’agricoltura.

In particolare quelle dedicate a Demetra, dea greca del frumento e a Cerere (lat. Ceres), dea romana della terra, per propiziare l’abbondanza dei raccolti.

Sebbene poi, nel corso dei secoli, la produzione dei cereali sia diminuita sensibilmente, soppiantata dal frumento, di recente è stata recuperata e il farro è diventato un ricercato prodotto di nicchia dell’agricoltura biologica, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali e alla sua versatilità in cucina. 

Il farro, energetico e nutriente, è davvero buono, si può consumare tutto l’anno ed è uno degli ingredienti, da inserire negli alimenti che fanno bene.

Insomma cosa aspettate, a provare subito una squisita ricetta ??

La Cuoca Galante – Food blogger Napoli

 

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